Il parallelismo tra ludopatia e il Bitcoin Blues

lug 09

Alla fine di maggio in Scozia, presso l’ospedale Castle Craig, è stato aperto un reparto per la cura di dipendenza da criptovalute. Sono sempre più gli esperti sanitari che affermano come il trading di criptovalute possa diventare una dipendenza comportamentale, causando gli stessi problemi del gioco d’azzardo.

Bitcoin Blues: le caratteristiche della patologia

Le caratteristiche della dipendenza da criptovalute sono le stesse di quelle del malato di GAP. L’alta volatilità di bitcoin e altcoin, crea nel trader la stessa quantità di emozioni del giocatore, con un aumento di dopamina e la conseguente fuga dalla realtà. Secondo alcuni ricercatori alla base di tutto ci sarebbero problemi psicologici e dell'umore. Tra questi, vanno segnalati la depressione, l’abuso di sostanze o disturbo da deficit di attenzione e iperattività. A contribuire a questa patologia concorre la stessa natura delle criptomonete. Il trading in viene infatti camuffato come un investimento e non come un gioco, e, di conseguenza, rende difficile all’individuo uscire da questo vortice. Alla «febbre da trading» è legata anche una malattia psicologica denominata dagli studiosi bitcoin blues. Si tratta di una forma depressiva associata alle criptovalute. Si manifesta in coloro che hanno acquistato somme consistenti di questa moneta. I sintomi fisici sono mal di testa, insonnia e perdita di appetito.

Il caso Corea del Sud

Secondo il Korea Biomedical Review in Corea del Sud sta crescendo il numero di pazienti affetti da «bitcoin blues». I motivi sono diversi. Anzitutto va considerato che il fenomeno delle criptovalute è esploso prima che in altri Paesi. In secondo luogo, lo sviluppo tecnologico del paese asiatico e il tempismo da parte dello Stato hanno portato i sudcoreani ad essere tra i primi ad investire in questo tipo di mercato finanziario. Così facendo, alcuni cittadini sono riusciti a sfruttare appieno l’onda dei bitcoin e a diventare milionari.

Il successo ottenuto dalle criptovalute va di pari passo con la situazione della Corea del Sud con un Paese spaccato in due. Vi è infatti un alto tasso di disoccupazione tra i giovani tra i 25 e i 34 anni (38%) ed un altrettanto elevato tasso di istruzione (70%). A questo va aggiunto l’alto costo del settore immobiliare.

Per questo motivo il trading viene visto come una sorta di via di fuga. Marian Chu per la Biomedical Review ha scritto: «La generazione più giovane, in particolare, sta confrontando i soldi che guadagna con il duro lavoro, spesso con un salario annuale da $ 25.000 a $ 35.000, con milioni guadagnati dai loro pari attraverso monete virtuali».

I sudcoreani stanno perdendo via via le motivazioni per andare al lavoro, proprio perché vedono che, chi ha investito in anticipo sulle criptovalute, si è ritrovato ricco dall’oggi al domani. Questo ha portato molti ad investire in questa nuova risorsa finanziaria. Il successivo crollo dei prezzi, ha, però, portato ad un’ondata di suicidi.

Per alcuni studiosi Bitcoin blues è solo un nuovo nome per i problemi irrisolti con cui la Corea del Sud è stata alle prese senza successo per molto tempo. Rimangono comunque i dati di una situazione che sembra destinata a diventare sempre più preoccupante.