Il Decreto Dignità vieta la pubblicità del gioco ma non quella dell’alcool:

su nataliam | 15th of August 2018

L’alcol, come il gioco d’azzardo, nuoce gravemente alla salute. Il primo però viene considerato meno innocuo e pericoloso (nonostante le conseguenze altrettanto gravi che può arrecare alla vita delle persone): a dircelo è il ruolo che la pubblicità riveste in tale contesto e la posizione del Governo che vieta (solo) la pubblicità del gioco crea non pochi dubbi.

L’alcol è la causa principale di incidenti mortali, è responsabile di oltre 60 malattie, tra cui quelle cardiovascolari, tumori, tubercolosi, diabete e patologie infiammatorie. Nel 2016 è stato il settimo fattore di rischio di morte prematura (2,8 milioni di morti). Secondo un recente studio della Gbd, Global Burden of Disease Study, riportato dal Corriere della Sera, non solo impatta sempre sulla salute, anche se bevuto in piccole dosi, ma fa assolutamente male. E, come ben sappiamo, l’assunzione di alcol è ancora più pericolosa se fatta prima di mettersi alla guida.

Nonostante ciò , quest’anno lo sponsor principale della Formula 1 è proprio uno dei marchi di birra più popolari, l’Heineken, marchio comparso anche a bordo pista per tutta la durata del Gran Premio d’Italia svoltosi domenica scorsa a Monza e ben visibile in tv, sia sulle reti Rai che su Sky, anche a tantissimi minorenni. (Stessa cosa avviene anche per vino, amari, birre, ecc. normalmente sia sulla tv di Stato che sulle pay tv).

Al contrario di quanto accaduto negli ultimi mesi con il gioco, questa volta il Governo non ha ritenuto opportuno lanciare un campanello d’allarme. Nonostante i numeri dei morti per il consumo e l’abuso dell’alcol siano scientificamente provati, nessuno si è preso la briga di scendere in piazza o scrivere sui social per denunciare questo fatto o per annunciare la proposta di un Decreto Dignità che vieta qualsiasi forma di pubblicità di bevande alcoliche.

La martellante pubblicità sul gioco d’azzardo, anche utilizzando testimonial ultra famosi, ha come effetto un generale aumento del desiderio di giocare d’azzardo”, ha sostenuto Di Maio in un’intervista.

Evidentemente, per il Governo, quella dell’alcol, non ha lo stesso effetto, e gli studi scientifici ed i numeri sui morti ed incidenti provocati dall’alcol non sono da considerarsi gravi, o almeno, non tanto se paragonati a qualche centinaia di migliaia di ludopatici.

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